VARESE - Il primo “spinello” viene fumato tra gli 11 e i 12 anni, il 13% degli studenti che fanno il loro ingresso in una scuola superiore ha fatto uso di marijuana, la prima “sniffata” arriva a 14 anni, mentre a 19 anni, già il 17% dei giovani ha sperimentato la cocaina. Preoccupano i dati che arrivano dal dipartimento delle Dipendenze dell’Asl di Varese, diretto dal dottor Vincenzo Marino.
Una struttura all’avanguardia in Italia, scelta come ente capofila di un progetto nazionale del ministero della Salute per combattere la diffusione della “polvere bianca” e aiutare i cocainomani ad uscire dal tunnel della droga attraverso la creazione di alcune unità operative specializzate. Proprio dall’Asl di Varese, di fronte a dati sempre più allarmanti che vedono aumentare notevolmente il numero di giovanissimi che fanno uso di sostanze stupefacenti, arriva l’invito a non abbassare la guardia di fronte a una pesante emergenza sociale.
A preoccupare, nel Varesotto, è soprattutto la crescente diffusione della cocaina. Non più droga d’elite, usata in occasioni speciali, la “polvere bianca” è ormai alla portata di tutte le tasche, diffusa quando la marijuana e l’hashish. Se il consumo di ecstay o di allucinogeni in generale, è connesso al divertimento, spiegano dall’Asl di Varese, la cocaina è la droga di ogni occasione, ormai di tutti i giorni.
A farne maggiormente uso sono ragazzi la cui fascia di età va tra i 25 e i 34 anni, ma anche tra gli adolescenti sta aumentando il numero di chi si avvicina alla terribile droga. “In pochi anni - spiega il dottor Marino – i consumi di polvere bianca in città sono addirittura raddoppiati, il problema ha ormai assunto dimensioni tali da non poter più essere sottovalutato”. “Fra le motivazioni che spingono ad utilizzare la cocaina – continua lo psicologo - c’è soprattutto il desiderio di superare momenti di grande stress e di difficoltà, riuscendo così a dare il massimo.
Bisogna anche considerare che il prezzo della polvere bianca continua a diminuire, mentre aumenta, di conseguenza, il numero di coloro che possono acquistarla per poche decine di euro”.
Analizzando i dati forniti dal dipartimento delle Dipendenze ci sono altri numeri preoccupanti che saltano subito all’occhio. Nella fascia di età compresa tra i 15 e i 19 anni, i consumi di “cannabis” nei ragazzi sono addirittura superiori a quelli di sigarette (29,7% contro 26,7%), mentre la diffusione della cocaina cresce con l’aumento dell’età. A 29 anni, il 21% l’ha provata almeno una volta, mentre in provincia di Varese si stimano circa 20mila consumatori.
A preoccupare gli esperti è anche quel mix di droghe e alcol che si sta diffondendo tra i giovani con un ritmo sempre più elevato. Il primo bicchiere, stando ai dati dall’Asl, si beve a dodici anni e gli indici di consumo nel Varesotto sono più elevati delle medie nazionali. Fra i 15 e i 19 anni, ben l’86% dichiara di aver fatto uso di alcolici. Il grido d’allarme arriva anche da don Michele Barban, fondatore del Centro Gulliver di Varese, struttura che ormai da decenni si occupa dell’assistenza e della cura dei tossicodipendenti. “Il consumo di cocaina in città è molto elevato – precisa il fondatore del Centro Gulliver – questa droga viene usata il più delle volte per aumentare le prestazioni, come se fosse una sorta di ricostituente. Dà un benessere passeggero, amplificando l’illusione di andare oltre i propri limiti. Per questo tra le categorie più a rischio ci sono coloro che hanno in mente la carriera”.
Eleonora Mantica
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